12 apostoli

Mauro Buffo

Uno che se lo cerchi lo trovi in cucina.
Inizia giovanissimo alla corte di Gualtiero Marchesi. Partecipa all’avventura padovana di Massimiliano Alajmo. Si dedica per quattro anni alla rivoluzione di Ferran Adriá. Fugge poi in esilio a New York ritirandosi spesso a Tokyo. A Verona torna perché ci è nato. Ora viaggia verso un luogo introvabile.
Se stesso.

Mauro Buffo

Uno che se lo cerchi lo trovi in cucina.
Inizia giovanissimo alla corte di Gualtiero Marchesi. Partecipa all’avventura padovana di Massimiliano Alajmo. Si dedica per quattro anni alla rivoluzione di Ferran Adriá. Fugge poi in esilio a New York ritirandosi spesso a Tokyo. A Verona torna perché ci è nato. Ora viaggia verso un luogo introvabile.
Se stesso.


Istanti
Storia di famiglia

Storia di famiglia

La famiglia Gioco è anima del 12 Apostoli dal 1921. Prima con Antonio, portiere di un albergo della città che rileva il locale grazie all’amico Arnoldo Mondadori, trasformando quella che era una taverna già dal 1750 in ristorante vero e proprio con l’aiuto della moglie Rosella ai fornelli. Poi con Giorgio, pioniere della ristorazione del dopoguerra, che balza agli onori delle cronache gastronomiche mondiali per il carattere carismatico con cui avvolge il locale diventato negli anni 60/70 simbolo della città di Verona nel mondo internazionale del viaggio. A tavola siedono scrittori, attori, musicisti, scultori, pittori, filosofi, statisti e capitani d’industria; in cucina la moglie Jole e le prime due stelle Michelin italiane.

Poi ancora un Antonio, figlio di Giorgio, che traghetta negli anni ottanta il ristorante fuori dalle acque tempestose della nouvelle cuisine, dedicandosi a dare voce al territorio attraverso importanti imprese culturali come ad esempio il famoso Premio letterario 12 Apostoli. Ora Filippo, sostenuto da mamma Simonetta, assicura nuova prospettiva a un luogo che definisce locale storico di uso contemporaneo.

Istanti
Storia di famiglia

Storia di famiglia

La famiglia Gioco è anima del 12 Apostoli dal 1921. Prima con Antonio, portiere di un albergo della città che rileva il locale grazie all’amico Arnoldo Mondadori, trasformando quella che era una taverna già dal 1750 in ristorante vero e proprio con l’aiuto della moglie Rosella ai fornelli. Poi con Giorgio, pioniere della ristorazione del dopoguerra, che balza agli onori delle cronache gastronomiche mondiali per il carattere carismatico con cui avvolge il locale diventato negli anni 60/70 simbolo della città di Verona nel mondo internazionale del viaggio. A tavola siedono scrittori, attori, musicisti, scultori, pittori, filosofi, statisti e capitani d’industria; in cucina la moglie Jole e le prime due stelle Michelin italiane.

Poi ancora un Antonio, figlio di Giorgio, che traghetta negli anni ottanta il ristorante fuori dalle acque tempestose della nouvelle cuisine, dedicandosi a dare voce al territorio attraverso importanti imprese culturali come ad esempio il famoso Premio letterario 12 Apostoli. Ora Filippo, sostenuto da mamma Simonetta, assicura nuova prospettiva a un luogo che definisce locale storico di uso contemporaneo.

Istanti

la cantina
e le vestigia

Il sommelier è il giovane Elia Trevisan. Elia dispone di un accompagnamento vini per entrambi i menù. Su richiesta online è possibile organizzare l’aperitivo in cantina, da dove si snoda il percorso dei resti d'epoca romana.

Sfoglia la carta vini

la cantina
e le vestigia

Il sommelier è il giovane Elia Trevisan. Elia dispone di un accompagnamento vini per entrambi i menù. Su richiesta online è possibile organizzare l’aperitivo in cantina, da dove si snoda il percorso dei resti d'epoca romana.

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contesto

il contesto

Verona, più precisamente un vicolo di Verona. Dove non passa molta gente, dove si sta ancora bene. La vecchia lanterna schiude la porta sulle due sale affrescate dal maestro Pino Casarini.
Pitture visionarie trascinano in un mondo altro che sembra riferirsi all’enigma del circo. Nell’immobilità dei tavoli rotondi si percepisce che di qui è passato il mondo degli ultimi due secoli. In fin dei conti si tratta di una storia semplice. Una vecchia storia di cibo che avanza. Trasformandosi.

contesto

il contesto

Verona, più precisamente un vicolo di Verona. Dove non passa molta gente, dove si sta ancora bene. La vecchia lanterna schiude la porta sulle due sale affrescate dal maestro Pino Casarini.
Pitture visionarie trascinano in un mondo altro che sembra riferirsi all’enigma del circo. Nell’immobilità dei tavoli rotondi si percepisce che di qui è passato il mondo degli ultimi due secoli. In fin dei conti si tratta di una storia semplice. Una vecchia storia di cibo che avanza. Trasformandosi.

Istanti

Dove siamo

È richiesta la prenotazione online.
Aperto tutte le sere dal martedì al sabato con orario di cucina a partire dalle 19.30. Aperto a pranzo solo il sabato e feste nazionali con orario di cucina a partire dalle 12.30.

Vicolo Corticella San Marco 3, 37121 Verona. Nascosti tra i vicoli a due passi da Piazza delle Erbe. Consigliamo di raggiungerci a piedi o in taxi. Siamo in Zona Traf fico Limitato, i parcheggi più vicini sono: Parcheggio Saba Arsenale per chi arriva da Verona Nord. Parcheggio Saba Arena per chi arriva da Verona Sud. Parcheggio Saba Isolo per chi arriva da Verona Est. Per la sosta su strada consultare www.amt.it Radio Taxi Verona 045532666.

Dove siamo

Vicolo Corticella San Marco 3, 37121 Verona. Nascosti tra i vicoli a due passi da Piazza delle Erbe. Consigliamo di raggiungerci a piedi o in taxi. Siamo in Zona Traf fico Limitato, i parcheggi più vicini sono: Parcheggio Saba Arsenale per chi arriva da Verona Nord. Parcheggio Saba Arena per chi arriva da Verona Sud. Parcheggio Saba Isolo per chi arriva da Verona Est. Per la sosta su strada consultare www.amt.it Radio Taxi Verona 045532666.